Preservare valore e rendimenti sul lungo termine: perché serve una gestione attiva

Lo scenario economico degli ultimi due anni ha “cullato” gli investitori, ma la gestione attiva resta un valore aggiunto per ottenere successo nel lungo termine. Indipendentemente dalle condizioni esterne.

Crescita economica moderata e costante, inflazione bassa, tassi d’interesse contenuti: lo scenario “goldilocks” ha viziato gli investitori con un’economia né troppo calda né troppo fredda, proprio come il porridge che piaceva tanto alla Riccioli d’oro protagonista della famosa fiaba. Cullati dalla liquidità senza precedenti immessa sul mercato dalle banche centrali, i risparmiatori hanno vissuto lo scossone di inizio febbraio come una turbolenza passeggera prima di tornare a navigare nei tranquilli mari del rendimento sicuro.

Ma questa tendenza, registrata negli ultimi due anni, ha fatto passare in secondo piano i benefici di una gestione più attiva degli investimenti per i portafogli dei clienti. Ne è convinto Michael Blümke, portfolio manager di ETHENEA Independent Investors, che sottolinea come un posizionamento ideale non sia sinonimo di successo a lungo termine se non funziona in periodi difficili.

PORTAFOGLIO FLESSIBILE

La gestione attiva del portafoglio – spiega Blümke – ha due funzioni principali. Per cominciare, occorre un’analisi completa del contesto di mercato, attuale e futuro. Ciò è essenziale per un’appropriata composizione del portafoglio. Questa cosiddetta ‘asset allocation strategica’ rappresenta la maggior parte del reddito generato da un portafoglio. Con la sua diversificazione in diverse asset class, è anche una misura preliminare di gestione del rischio. Occorre inoltre tener conto delle preferenze di rischio/rendimento dello specifico gruppo di investitori. Allo stesso tempo, il portafoglio deve essere mantenuto in una certa misura flessibile e dev’essere strutturato in modo tale che gli adeguamenti dinamici derivanti da fluttuazioni dei prezzi o da rischi improvvisi, non abbiano un effetto negativo significativo sul portafoglio e non superino i limiti di tolleranza predefiniti dei clienti”.

TATTICA BATTE ALGORITMO

Dunque una corretta impostazione, pur essendo fondamentale, non basta a garantire il successo di un investimento che, per forza di cose, è influenzato da eventi esterni spesso imprevedibili. Non a caso Blümke sottolinea la rilevanza della gestione tattica, basata su esperienza e giudizio professionale che permettono al gestore di prendere la decisione più appropriata. Perché, afferma il gestore di ETHENEA Independent Investors “ex ante non ci può essere un algoritmo perfetto per far fronte a qualsiasi crisi“.

 

 

 

by financialounge

 

 

 


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