La pausa di Wall Street non dispiace alla Fed

La banca centrale manda parole di rassicurazione su tassi e inflazione, pronta a fare quello che va fatto in modo ‘paziente e adeguato’. E aggiunge che gli scossoni degli ultimi giorni sui mercati non devono preoccupare, anzi possono essere salutari.

Dall’incubo deflazione all’incubo inflazione. Il confine è sottile ma è tra due mondi opposti, da una parte quello dell’anomalia storica che costringe le banche centrali a pompare liquidità e dall’altra il ritorno alla normalità che impone un costo adeguato del denaro per non far pericolosamente surriscaldare le economie. Il passaggio in mezzo a questo guado lo ha descritto mercoledì a Francoforte il presidente della Federal Reserve di Dallas Robert S. Kaplan: “quando si tocca il limite della piena occupazione, la storia mostra che emergono eccessi e squilibri (leggi inflazione), sarebbe saggio rimuovere gli stimoli monetari, ma bisogna farlo in modo paziente e adeguato.”

Evidentemente Kaplan aveva in mente venerdì 2 febbraio, quando un dato sopra le attese sulla crescita dei salari USA aveva indotto i mercati a leggervi una Fed costretta a diventare più aggressiva sugli aumenti dei tassi, spedendo a picco il Dow Jones con replica il lunedì successivo. Nel mezzo del tracollo, gli uomini della Fed si sono astenuti dai commenti, e hanno lasciato che il mercato ritrovasse da solo la calma, con il rally di martedì. E ora confermano che la strada è quella giusta e rassicurano: non abbiate paura, faremo quello che dobbiamo fare ma in modo appunto ‘paziente e adeguato’.

Potrebbe anche segnalare che il rialzo di marzo è meno scontato di quanto non pensi il mercato. Sicuramente segnala che la Fed non è diventata improvvisamente aggressiva solo perché è uscito un dato più forte del previsto. Ma a Kaplan, che viene da Goldman e di mercati sa qualcosa, non è nemmeno dispiaciuto quello che è successo a Wall Street: “si tratta di eventi di mercato, sono cose che possono essere salutari”. Sulla stessa linea William Dudley, potente capo della Fed di New York anche se in uscita: il movimento dei mercati non è stato poi così grande, e comunque non cambia la nostra visione sull’andamento dell’economia USA.


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