Aeronvironment tra droni e auto elettriche

Aerovironment viaggia sui massimi degli ultimi anni: devi chiudere la scommessa? Sì, ma se ne apre una nuova.  
 

Negli ultimi 30 giorni Aerovironment (39,47 Usd; Isin US0080731088) è balzata in Borsa di circa il 30%. Tre i motivi. I conti dell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2016/17 sono stati molto superiori alle attese, al Senato Usa c’è una proposta di legge per allentare le regole sull’uso di droni ai fini commerciali (in pratica per permettere che possano consegnare oggetti) e gli investimenti di case automobilistiche e Governi sulle auto elettriche sono in crescita –Aerovironment fa anche strumenti per la ricarica di auto elettriche e a marzo ha annunciato una collaborazione con Volvo per lo sviluppo di stazioni di ricarica. Questo ha spinto il titolo ai massimi dal nostro primo consiglio di 3 anni fa (vedi Altroconsumo Finanza n° 1086).

Un cielo non ancora limpido

Tutto bene? Non proprio. L’ultimo trimestre è andato bene, ma le previsioni per quello in corso non sono entusiasmanti. Aerovironment per ora vende droni solo a fini militari e la competizione con i colossi della Difesa è difficile da sostenere. I risultati dell’ultimo trimestre potrebbero restare un caso isolato. L’autorità “del volo” Usa ha varato il regolamento per l’utilizzo dei droni a fini commerciali solo un anno fa. Anche se la nuova legge, più “morbida”, fosse approvata (non è detto) i tempi per l’implementazione saranno lunghi (ci sarà una sperimentazione solo in sei zone del Paese). Ci vorrà almeno un anno se tutto va bene. L’attività legata alla ricarica di auto elettriche è marginale, contribuisce per meno del 15% ai ricavi complessivi.


Ricarica il portafoglio con il tuo +40%

Il titolo oggi resta caro (paghi quasi 70 volte gli utili attesi, un’enormità). Il buon padre di famiglia non deve avere queste azioni. Allo speculatore avevamo suggerito di scommettere sulla possibilità che i piccoli droni di Aerovironment venissero usati a scopi civili/commerciali. Questo scenario non si è mai concretizzato e, come detto poco fa, se proprio tutto va bene bisognerà aspettare almeno un altro anno. I nuovi vertici di Aerovironment sembrano scettici sui tempi tanto che sembrano voler puntare sempre più sul settore della ricarica delle auto elettriche. Non insistere più con questa scommessa. Se hai ancora le Aerovironment, vendile. Siamo ai massimi dal primo consiglio e dovresti uscirne con un guadagno in euro compreso tra il 40% e il 50% (tasse e commissioni di compravendita escluse).

Per Una scommessa sulle auto elettriche…

Non vale la pena tenersi Aerovironment nemmeno per scommettere sul successo delle auto elettriche. Qual è il titolo giusto? Non Tesla (327,78 Usd; Isin US88160R1014): la competizione delle grandi case automobilistiche si fa sempre più serrata e il mercato sconta già prospettive di crescita elevate, come visto nelle scorse settimane, alla prima delusione il titolo ha perso il 15% in soli tre giorni. Tesla ancora non produce utili e brucia il denaro in cassa. Stanne alla larga. Non vale la pena puntare su altri produttori di auto, le elettriche pesano ancora poco sui conti dei colossi del settore.

Le Aerovironment (grassetto, scala sinistra; in dollari Usa) viaggiano sui 40 dollari, i massimi da quando abbiamo iniziato a parlare della società circa tre anni fa. Visto che i tempi sull’uso dei droni a livello commerciale, negli Usa, sembrano non essere così vicini, vale la pena di chiudere la scommessa. Se ne vuoi farne un’altra, legata al sempre maggiore successo delle auto elettriche, punta sulla società americana Albemarle (linea sottile, scala destra; in dollari Usa), che fornisce il litio, materia prima fondamentale per le batterie delle auto elettriche.

 

… punta sul litio

Meglio puntare sui produttori di litio: è l’elemento alla base delle nuove batterie delle auto elettriche (si ricaricano in meno tempo e durano di più). Ne abbiamo analizzati una decina, escludendo i più piccoli – il settore sta diventando di moda e tante società si stanno “reinventando” nell’estrazione di litio, ma hanno solo progetti che saranno profittevoli tra diversi anni. La migliore sui cui puntare è la Albemarle (117,57 Usd; Isin US0126531013), quotata a New York. Tra le società minerarie/chimiche è quella in cui il litio pesa di più sui risultati – quasi il 50% degli utili industriali (il gruppo è considerato il maggior produttore di litio al mondo). Inoltre è la società che gestisce l’unico “campo” di litio attivo negli Usa – proprio vicino alla mega fabbrica delle batterie voluta da Tesla – e ha investimenti in Sud America (primo mercato per l’estrazione del litio) e in Australia. Inoltre la società non è particolarmente indebitata – negli ultimi trimestri il rapporto tra debito netto e utile industriale è intorno allo 0,5 – fatto che le consente di investire per far fronte alla maggiore domanda. Il titolo è salito molto (vedi grafico), fatto che non lo rende interessante per il buon padre di famiglia. Vale solo una scommessa sul fatto che le auto elettriche diventeranno parte della nostra vita – da qui a tre anni i produttori di batterie stimano di sestuplicare i livelli di produzione. Hai due rischi. Le previsioni sulle vendite di auto elettriche si rivelano infondate e arriva una nuova tecnologia che rende le batterie al litio obsolete. In questi casi le conseguenze sarebbero il crollo di domanda e prezzo di litio, con conseguente mazzata per i conti della Albemarle e per il titolo. Non investirci più del 5% del tuo patrimonio totale e considerala come una scommessa fuori dai portafogli consigliati.


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